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Rating “D” come Disastro: l’agenzia digitale che ha raggiunto lo zero assoluto dei ricavi

L’istituto di rating Moodyz declassa Muza Studio a spazzatura creativa. Il CFO commenta sereno: non produciamo utili per non alimentare l’inflazione.

Fogli e grafici su una scrivania
La sede operativa di Muza Studio vista dall'esterno. All'interno, secondo le fonti, ci sarebbero delle sedie. (Foto: Unsplash)
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Catania. È ufficiale. Dopo mesi di indiscrezioni nei corridoi della finanza digitale italiana, l'agenzia Muza Studio ha raggiunto quello che gli analisti definiscono il paradosso dell'eccellenza senza rendimento: un'entità che produce risultati per i clienti senza apparentemente capire come funziona il capitalismo.

Il rapporto trimestrale, ottenuto dalla redazione grazie a una fonte anonima che preferisce essere identificata come “il ragazzo del bar di fronte”, rivela dati sconcertanti. L'agenzia continua a consegnare progetti nei tempi previsti, i clienti rinnovano i contratti con una frequenza inquietante e il team sembra, stando alle testimonianze raccolte, stranamente soddisfatto del proprio lavoro.

«Non produciamo utili per non alimentare l'inflazione. È la nostra forma di responsabilità sociale.»

«Abbiamo condotto un'analisi approfondita», dichiara il professor Amedeo Vuoto, «e non riusciamo a trovare il punto in cui questa agenzia dovrebbe fallire. È statisticamente anomalo.»

Il problema, secondo gli esperti, sarebbe strutturale. Muza Studio non segue le regole non scritte del settore: non promette l'impossibile, non sparisce dopo la firma del contratto e — dettaglio che ha lasciato sbigottita la comunità finanziaria — risponde alle email.

«Un'email chiara, priva di gergo, con allegata una proposta concreta: la redazione ha preferito non pubblicarla per non creare confusione.»

Interpellato, il team ha risposto in modo sintetico e verificabile. Il titolo del documento era “Piano”. Gli analisti, incapaci di gestire tanta linearità, hanno chiesto una call per elaborare il trauma.